La gestione delle emozioni: la rabbia!

Non esistono emozioni buone o cattive. Le emozioni hanno tutte intenzionalità positiva. Sono utili. Dal latino ex-muovere portare fuori, trasportare fuori, ricevo uno stimolo esterno e provo un’emozione (una scarica elettrochimica) che mi fa portare fuori un’azione, un pensiero e mi fa provare una sensazione. Tutte le emozioni sono impulsi ad agire, piani di azione della quale ci ha dotato l’evoluzione per gestire in tempo reale le emergenze della vita. La rabbia, in generale, fa paura oppure fa arrabbiare a sua volta, o ancora viene negata, evitata, coperta. La rabbia dei bambini forse fa ancora più paura agli adulti che si prendono cura di loro e lascia, molto spesso, confusi. "Cosa devo fare quando si arrabbia così?" "Come mai esplode improvvisamente mio figlio?", chiedono tanti genitori alle prese con figli che esprimono forti rabbie. La rabbia è vista sempre come qualcosa di negativo, fastidioso e di difficile gestione, ma se riusciamo a superare l'impatto di paura o di irritazione che ci trasmette, scopriremo che nella rabbia sono presenti molti contenuti di valore. La rabbia non è solo un'emozione a sé stante, che nasce e si esaurisce da sola, ma rappresenta sempre una forma di comunicazione. Attraverso un gesto di rabbia o tramite ripetuti comportamenti di rabbia, i bambini dicono qualcosa di importante agli adulti che li circondano. Un bambino arrabbiato è arrabbiato con qualcuno che ha un ruolo significativo nella sua vita (altrimenti non avrebbe motivo di arrabbiarsi tanto) oppure con se stesso. Di certo quando la rabbia è forte o si ripresenta nel tempo non deve essere scambiata per un capriccio che rappresenta invece un momento sporadico di ostinazione e/o ira. Dunque quando entriamo in relazione con un bambino arrabbiato, ci imbattiamo in un bambino che sta cercando di dire qualcosa: quello che possiamo fare è metterci in ascolto della storia che sta portando e che, nascosta, alimenta il fuoco della rabbia. Quel fuoco, quella rabbia, hanno forza e potenza e possono mettere paura, ma sono anche segnali di grande energia e vitalità, quindi di grandi potenzialità. Ascoltare un bambino arrabbiato non è facile per nessuno, ma la vitalità e la richiesta che la rabbia contiene va conosciuta e ri-conosciuta come scrigno di ben altre emozioni e di profondi bisogni. Quando non c'è posto per la rabbia in casa, il bambino non può che imparare che deve nasconderla, evitarla o trattarla come qualcosa di odioso o di estraneo a sé. Inevitabilmente allora la rabbia, compressa e inascoltata (oltre che sconosciuta al bambino) esplode travolgente oppure si trasforma in qualcosa di diverso, spesso diretto a sè, in sintomi fisici o in forme di auto svalutazione se non di autopunizione. Se invece si concede il permesso di esistere anche alle emozioni più dolorose o difficili, si potrà scoprire che non sono così pericolose, che anche la rabbia è controllabile, che ha un inizio e una fine, quindi un limite e che non è distruttiva se la si accetta, conosce e riconosce come parte di noi, dotata di un senso. Così i bambini potranno sentirsi più "interi". Se impariamo ad ascoltare davvero i nostri bambini, in modo attivo, essendo sinceri nelle nostre emozioni e accettandoli per quello che sono, riusciremo a costruire con loro una relazione autentica e di reale sostegno al loro processo di crescita. Il bambino deve sentirsi amato e ha bisogno di tempo per stare con voi in un tempo di qualità, hanno bisogno della vostra fiducia per una sana consapevolezza del sé. Alcuni passaggi importante che possono aiutare. 1. Sintonizzarsi con l’intensità delle emozioni del bambino, ovvero rispondere all’intensità delle emozioni del bambino con un’appropriata espressione del viso e il giusto tono di voce, per mostrargli che si percepisce limpidamente la qualità e la forza di quello che prova. 2. Convalidare la sua esperienza, ovvero offrire al bambino l’esperienza di una comprensione profonda, un riconoscimento di quello che lui è e di quello che prova. 3. Contenere il bambino e le sue emozioni, ovvero riuscire ad essere sufficientemente calmi, forti e gentili per andare oltre le facoltà emotive del bambino di elaborazione della sua sofferenza. E’l’intelligenza emotiva che consente all’adulto la comprensione dello stato emotivo del bambino, dei suoi bisogni. 4. Calmare il bambino, ovvero tranquillizzarlo, consolarlo con tono morbido e affettuoso. Il primo modello di autocontrollo per il vostro bambino siete voi, il vostro esempio con lui e in famiglia è fondamentale. Giochi che aiutano i bambini piccoli a superare, contenere e tirare fuori la rabbia: 1. Lotta con i cuscini, dare colpi al cuscino simulando un gioco 2. Giochi con palloncini 3. Gridiamo la rabbia nella lattina che poi seppelliremo in giardino 4. Buttiamo la rabbia nella pozzanghera che dopo calpesteremo con gusto 5. Disegniamo la rabbia e poi la lanciamo lontana 6. Raccontare/leggere storia sulla rabbia e i capricci oppure episodi di quando eravate piccoli 7. Gioco delle smorfie allo specchio 8. Il gioco del mimo con le emozioni: “Fai la signora arrabbiata, il ragazzo felice, ecc…” 9. I giochi di società sviluppano la pazienza e insegnano a rispettare il turno e i compagni. Ideali da fare anche tra fratelli. Esempio gioco dell’oca. 10. Travasare l’acqua, far galleggiare giocattoli sono attività che tranquillizzano. 11. Le attività musicali, le canzoncine e le nenia aiutano l’ascolto e tranquillizzano. 12. Fare dolci con la mamma e/o il papà Per ogni approndimento per richieste di consulenza e incontri pedagogici scriveteci!
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